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Chris Burden – Medusa’s Head

Chris Burden - Medusa's Head

Benvenuti sul mio blog! Oggi si torna a parlare di arte Contemporanea con un artista molto discusso: Chris Burden e la sua Medusa’s Head.

Uno dei miei obiettivi è spiegare in modo semplice opere d’arte del Novecento che apparentemente non hanno significato, che sembrano ammassi di oggetti abbandonati e che ci fanno porre la fantomatica domanda “Ma quella è arte?“.

Una delle installazioni, che ho avuto occasione di studiare in modo approfondito per la mia tesi, è proprio Medusa’s Head di Chris Burden: un tipico esempio di quell’arte da molti considerata “arte spazzatura”.

Medusa's Head (Testa di Medusa) di Chris Burden
Medusa’s Head (Testa di Medusa) di Chris Burden © BarbaraPicci

E’ una Medusa non convenzionale che si distacca visibilmente da qualsiasi modello iconografico classico. Questo perché? Perché Burden (1946-2015) con la realizzazione di quest’opera vuole trasmettere un messaggio inerente al periodo storico a lui coevo.

Appena ci accingiamo a guardare la sua creazione vediamo un ammasso informe, che ha perso ogni elemento figurativo del volto di Medusa per diventare un enorme “mostro” d’acciaio che pesa cinque tonnellate, una sorta di meteorite, sia per le dimensioni che per il suo essere minaccioso. Come sostiene Darrell D. Davisson questo lavoro ci porta ad incontrare la paura estrema sia del tempo antico che del tempo presente.

La superficie della scultura è magmatica, tale movimento è dato dai binari e dai treni che la percorrono andando a sostituire quelli che, nella versione antica, dovevano essere i serpenti, e quindi i movimentati capelli della Gorgone. E’ un ammasso devastato dall’operosità dei treni in movimento: è il volto di una Medusa sfregiata.

Quando ci si abitua alle enormi dimensioni dell’opera, ci si può soffermare sui minimi dettagli, passando da quello che, secondo il titolo, doveva essere il volto di Medusa ad un paesaggio con montagne, valli e strade. Il meteorite diventa un pianeta nel quale si presentano l’ingegno e la trascuratezza dell’uomo, quindi abbiamo un ritorno ai due lati della personalità umana, la razionalità e l’irrazionalità, l’ordine e il caos. Il tutto vuole essere una metafora della società moderna e della società industriale.

Lo spettatore è attratto dalla “bruttezza” dell’opera, anche se una volta che ci si avvicina si rimane affascinati dai minuziosi dettagli. Medusa’s Head blocca, paralizza, lo spettatore che rimane incantato ad analizzare i particolari di questa testa che, come la Gorgone nel mito, ha subito una metamorfosi diventando una sorta di “pianeta”: un pianeta pietrificato, reso sterile, privo di vita.

Sperando di avervi invogliato ad approfondire, vi aspetto nel prossimo post!

Francesca B.

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