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Biennale d’Arte 2022: cosa vedere

Biennale d’Arte 2022: cosa vedere se hai poco tempo?

Ciao! oggi parliamo di Biennale e vi propongo una selezione dei padiglioni da non perdere se si ha solo un giorno per visitarla.

La Biennale di Venezia coinvolge diverse sedi: i Giardini della Biennale, l’Arsenale e poi si trovano in giro per la città mostre o installazioni gratuite.

Solitamente le persone preferiscono suddividere la visita in due giorni: uno per i Giardini e uno per l’Arsenale, ma secondo me si riesce a vedere molto anche in un solo giorno. Proprio per questo ho deciso di proporre una selezione dei padiglioni, a mio avviso, più interessanti della Biennale d’Arte 2022 – Il latte dei sogni.

Io solitamente parto a visitare la Biennale dai Giardini perché li trovo più dispersivi e solitamente mi prendono più tempo. Ogni nazione ha il suo padiglione dove puoi trovare esposte opere d’arte, installazioni o video (qui vi lascio il link alla mappa).

Quali sono stati secondo me i più interessanti?

  • Ungheria: in questo padiglione, curato da Mónika Zsikla, vi accolgono delle sculture che vogliono raccontare la ricerca dell’identità. Attraverso frammenti di corpo, che cercano di raggiungere la forma finale, si esplorano le fasi attraverso le quali le persone tracciano la propria identità.
Padiglione Ungheria, credit: Contemporaneista.com
Padiglione Ungheria, credit: Contemporaneista.com
  • Danimarca: il padiglione danese non è per le persone che si impressionano facilmente, infatti all’entrata c’è un cartello che avvisa i visitatori. Si entra nell’iperrealismo e nella drammaticità. Mischia realtà e fantascienza accogliendoci con sculture che rappresentano centauri, oggetti personali, cibo e attrezzi da lavoro. Questa ambientazione porta lo spettatore a chiedersi cosa sia successo all’interno delle stanze.
Padiglione Danimarca, credit: Contemporaneista.com
Padiglione Danimarca, credit: Contemporaneista.com
  • Stati Uniti d’America: il padiglione accoglie un ampio corpus di lavori di Simone Leigh, artista che ha vinto il Leone d’Oro (prestigioso premio della Biennale). Nelle sue sculture fonde le forme dell’architettura e del corpo femminile, utilizzando materiali e processi associati alle tradizioni artistiche dell’Africa.
  • Svizzera: il padiglione svizzero è molto suggestivo, adatto a chi ama i giochi di luce. È descritto come una specie di viaggio nel tempo: “Un ambiente ritmico e spaziale che permette una percezione del tempo in senso antiorario e del proprio corpo, esplorando contemporaneamente continuità, movimenti e sequenze.” Ad accogliere il visitatore ci sono delle sculture giganti ispirate alla statuaria popolare, che vengono illuminate con un gioco ritmico di luci.
  • Francia: i francesi propongono un set cinematografico dove il visitatore può interagire con gli oggetti di scena. Vengono quasi annullati i confini tra finzione e realtà.
  • Gran Bretagna: tra la carta da parati colorata e strutture geometriche dorate vengono mostrate delle cantanti mentre si incontrano, improvvisano e cantano a cappella. L’allestimento di Sonia Boyce vuole sottolineare l’importanza della collaborazione, che vede come un percorso verso l’innovazione.
  • Corea: quello della Corea è super tecnologico e sviluppa il tema dell’energia, della materia, della vita e dell’universo. In esso convivono movimento e immobilità. Infatti, le installazioni patafisiche, realizzate da Yunchul Kim, mutano continuamente.
  • Paesi Nordici (Norvegia, Finlandia, Svezia): interamente dedicato al popolo Sami. Il progetto del padiglione ruota intorno a tre elementi: le relazioni transgenerazionali, il sapere olistico e le prospettive spirituali Sami.
  • Austria: l’architettura simmetrica di questo padiglione accoglie un mix di opere dal carattere giocoso e teatrale. È uno tra i più colorati.
Padiglione Austria, credit: Contemporaneista.com
Padiglione Austria, credit: Contemporaneista.com
  • Venezia: il padiglione Venezia del 2022 è intitolato Alloro ed il suo mantra è: “ogni immagine si forma nel movimento”. Viene raccontato, attraverso tre step, un viaggio che ha origine nella psiche e si conclude nella terra.
  • Padiglione centrale: vi consiglio di fare un giro veloce e poi dirigervi verso l’Arsenale. Qui troverete le opere di Leonora Carrington. L’artista inventò una serie di storie stravaganti per far addormentare i suoi figli, che successivamente vennero unite in un album privato. La raccolta di fiabe venne poi intitolata, dal figlio della Carrington, Leche del sueño (Il latte dei sogni). Questi racconti “sono frammenti onirici che, insieme al latte materno, diventano strumenti essenziali per la crescita e lo sviluppo del bambino; mentre l’allattamento precede lo svezzamento fisico del neonato, l’arte diventa il suo nutrimento spirituale e ha il compito di aiutare a sconfiggere le paure o le preoccupazioni della realtà”.

Tra la visita delle due sedi vi consiglio di pranzare. Se si vuole si può mangiare qualcosa anche all’interno dei Giardini, dove si trovano dei chioschi.

Arrivati all’Arsenale io consiglio di visitarlo tutto, ma per fare una selezione vi scrivo le opere che mi hanno colpita maggiormente.

  • Apre la sede la scultura di Simone Leigh, un monumentale busto di donna nera realizzato in bronzo, artista già incontrata ai Giardini.
  • Successivamente troverete le opere di Gabriel Chaile, i suoi lavori sono influenzati dal rapporto con il suo paese d’origine: l’Argentina. Crea delle sculture in argilla particolari, con forme antropomorfe, che si riferiscono ad una teoria che l’artista definisce “genealogia della forma”. Per la Biennale 2022 ha realizzato cinque sculture-forno che rappresentano alcuni componenti della sua famiglia. I forni e gli oggetti che realizza evocano il rapporto “tra i recipienti argentini tradizionali e il nutrimento, il sostegno, la collaborazione e le attività della comunità”.
Gabriel Chaile, credit: Contemporaneista.com
Gabriel Chaile, credit: Contemporaneista.com
  • Ci si imbatte poi sul labirinto di terra della colombiana Delcy Morelos, artista che lavora con i materiali primari come: terra, argilla, tessuti, fibre. È un’installazione immersiva perché il visitatore si trova circondato dalla terra, ne sente l’odore, ne percepisce l’umidità. La Morelos vuole sottolineare che la terra non è qualcosa che noi possiamo controllare a nostro piacimento, anzi più rimaniamo circondati da essa più la terra penetra e influenza il nostro corpo e i nostri sensi. Noi siamo esseri terreni.
  • Interessante è il lavoro site specific di Barbara Kruger, artista americana nota per l’uso di immagini e testi con una potenza retorica e un’urgenza visiva. La sua opera in questo caso è costituita da video, testi e immagini. Il visitatore si trova circondato da espressioni di comando che lo invitano a fare delle azioni: ad es. “Per favore ridi”.
Barbara Kruger, credit: Contemporaneista.com
Barbara Kruger, credit: Contemporaneista.com
  • La Lettonia presenta una serie di porcellane che raccontano la storia di una regione. Attraverso oggetti di uso quotidiano vengono esplorate le aree mentali, fisiche e spirituali all’interno della casa delle artiste Skuja Braden (Ingūna Skuja e Melissa D. Braden).
  • Diplomazija Astuta è il titolo dell’installazione presentata da Malta, e vuole essere la reinterpretazione della pala d’altare maltese di Caravaggio Decollazione di San Giovanni Battista. All’interno della stanza vi sono sette vasche piene d’acqua, che rappresentano i soggetti dell’opera caravaggesca. Al loro interno, attraverso una tecnologia a induzione, precipitano dal cielo delle gocce di acciaio fuso. “Diplomazija Astuta ambienta gli immanenti temi caravaggeschi all’interno della vita moderna, invitando i visitatori ad attraversare uno spazio immersivo dove la tragedia e la brutalità dell’esecuzione di San Giovanni vengono sperimentate ai giorni nostri, le ingiustizie del passato vengono appianate e i principi umanisti condivisi possono essere rispettati in futuro”.
  • Per la Gran Bretagna l’artista Precious Okoyomon ha realizzato l’installazione To See the Earth before the End of the World (2022). Il visitatore si trova catapultato all’interno di un ecosistema costituito da piante selvatiche, tra le quali sbucano delle sculture composte da materiali vivi, in crescita, in decomposizione e morenti (terra, acqua, rocce, fiori selvatici, lumache e piante rampicanti). L’artista intende “invocare una politica di rivolta e rivoluzione ecologiche”. All’ingresso della stanza c’è un cartello che avverte i visitatori della presenza di lepidotteri.
Padiglione Gran Bretagna Arsenale, credit: Contemporaneista.com
Padiglione Gran Bretagna Arsenale, credit: Contemporaneista.com
  • L’Italia è rappresentata dal lavoro Storia della Notte e Destino delle Comete di Gian Maria Tosatti. Racconta l’ascesa e il declino dell’industria in Italia attraverso un percorso sviluppato su diversi ambienti, nei quali il visitatore si trova immerso. All’entrata del padiglione bisogna fare un pò di coda per evitare il sovraffollamento.
Padiglione Italia Arsenale, credit: Contemporaneista.com
Padiglione Italia Arsenale, credit: Contemporaneista.com

Per concludere vi ricordo che la Biennale d’Arte 2022 – Il Latte dei Sogni è visitabile fino al 27 novembre 2022 (da qui potete acquistare il biglietto).

Orari e sedi:

Giardini / Arsenale / Forte Marghera
Fino al 27 novembre, ore 10 – 18
Chiuso il lunedì
Aperture straordinarie: lunedì 31 ottobre, lunedì 21 novembre.

Qui sotto lascio il PDF GRATUITO per scaricare questo post riassuntivo della Biennale.

Francesca B.

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